L’accordo firmato da Tullio Forcella ed Errico Formichella mette a disposizione dell’ecosistema Federolio strumenti di finanza agevolata, consulenza direzionale, informazione qualificata e accompagnamento strategico alle imprese del settore Roma, 16 giugno 2026 – Federolio – Federazione Nazionale del Commercio Oleario e SEF Consulting hanno siglato un accordo di collaborazione finalizzato a rafforzare la capacità delle imprese del settore oleario di accedere a strumenti di finanza agevolata, consulenza direzionale, aggiornamento specialistico e percorsi di sviluppo legati a sostenibilità, internazionalizzazione, qualità, transizione digitale ed ecologica. La partnership è stata sottoscritta da Tullio Forcella, Presidente di Federolio, e da Errico Formichella, rappresentante legale di SEF Consulting. L’intesa prevede un programma integrato di attività: supporto operativo per iniziative di consulenza finanziaria e direzionale, produzione e diffusione di informazione qualificata, newsletter dedicate a bandi e misure agevolative regionali, nazionali ed europee, dossier personalizzati per le imprese associate, webinar tematici, portali riservati e contenuti editoriali sviluppati anche attraverso la rivista economica e l’ecosistema informativo multimediale Acta non Verba. A completamento di questo impianto, SEF Consulting mette a disposizione dell’ecosistema Federolio e dei suoi associati due piattaforme digitali proprietarie in co-branding: SEF4You e SEF4Partner. Il valore strategico dell’accordo si colloca nella funzione di Federolio quale principale organizzazione italiana del commercio all’ingrosso e del confezionamento dell’olio di oliva. La Federazione rappresenta, a livello nazionale, europeo e internazionale, circa il 50% del mercato Italiano e questo rende l’intesa con SEF Consulting una leva operativa per un ecosistema imprenditoriale essenziale nella costruzione del valore del Made in Italy. La collaborazione nasce in una fase di forte trasformazione del comparto olivicolo-oleario. Le stime ISMEA su dati Agea aggiornate ad aprile 2026 indicano per la campagna 2025/26 una produzione italiana di olio di oliva di circa 325 mila tonnellate, in recupero del 31% rispetto al 2024. Sullo scenario internazionale, il Consiglio Oleicolo Internazionale stima per la campagna 2025/26 una produzione mondiale di circa 3,44 milioni di tonnellate e consumi globali intorno a 3,248 milioni di tonnellate, con importazioni ed esportazioni attese oltre 1,2 milioni di tonnellate. La Commissione europea segnala inoltre, nel quadro di mercato aggiornato a maggio 2026, una normalizzazione produttiva mondiale ed europea rispetto alle campagne più critiche e un mercato ancora caratterizzato da forte competizione sui prezzi e sui flussi commerciali. Il settore olivicolo-oleario rappresenta per l’Italia una filiera economica, territoriale e culturale di primaria importanza. Secondo ISMEA, nel 2024 l’export italiano di olio di oliva e sansa ha raggiunto circa 344 mila tonnellate, per un valore superiore a 3,08 miliardi di euro, mentre il fatturato del settore ha toccato 5,8 miliardi di euro. L’Italia si conferma secondo esportatore mondiale, con una quota del 20%, e vanta una biodiversità unica al mondo con oltre 500 cultivar, 42 DOP e 8 IGP. La struttura produttiva resta diffusa e capillare: oltre 620 mila aziende agricole e più di 4.240 frantoi attivi. In questo contesto, l’accordo punta a rendere più accessibili alle imprese associate strumenti e competenze indispensabili per programmare investimenti, leggere tempestivamente le opportunità pubbliche, affrontare i passaggi della transizione digitale ed ecologica, migliorare i profili ESG, rafforzare la qualità gestionale e sostenere la presenza sui mercati nazionali e internazionali. «Con questo accordo mettiamo a disposizione delle imprese del commercio oleario e del confezionamento strumenti concreti per orientarsi tra misure agevolative, investimenti, innovazione e sostenibilità. Federolio rappresenta una parte decisiva del mercato italiano: per questo vogliamo offrire ai nostri associati servizi ed ecosistemi digitali capaci di generare ricadute pratiche, dalla conoscenza tempestiva dei bandi alla costruzione di progetti di sviluppo più solidi e finanziabili», dichiara Tullio Forcella, Presidente di Federolio. «La partnership con Federolio ci consente di applicare competenze specialistiche a una filiera simbolo dell’identità produttiva italiana. Il nostro obiettivo è, in un settore merceologico sensibile a profonde oscillazioni, trasformare opportunità spesso complesse in percorsi operativi: analisi delle misure disponibili, dossier personalizzati, accompagnamento strategico, webinar e strumenti digitali dedicati. Vogliamo insomma aiutare le imprese a decidere meglio, investire con maggiore consapevolezza e crescere in modo sostenibile», afferma Errico Formichella, rappresentante legale di SEF Consulting. Attraverso la partnership, Federolio e SEF Consulting intendono costruire un percorso stabile di informazione, consulenza e accompagnamento alle imprese, valorizzando l’olio di oliva come asset economico, culturale e reputazionale del Made in Italy e sostenendo l’evoluzione competitiva di una filiera strategica per il Paese. Un modello di generazione del valore da declinare nell’intero comparto agroalimentare.
Greenwashing e Made Green in Italy
Greenwashing e Made Green in Italy: nuove regole e fiducia del consumatore. La voce di Federolio FIRENZE, 19 maggio 2026 – Al Grand Hotel Baglioni si è svolto il convegno “Greenwashing e fiducia del consumatore: il ruolo delle certificazioni”, un appuntamento che ha riunito istituzioni, accademici e rappresentanti delle filiere per discutere l’impatto del nuovo D. Lgs. 20 febbraio 2026 n. 30 e le prospettive aperte dallo schema Made Green in Italy. L’obiettivo principale dell’incontro è stato quello di approfondire il ruolo delle certificazioni ambientali come strumento di contrasto al greenwashing, soprattutto alla luce del nuovo quadro normativo e di individuare e promuovere strumenti credibili e trasparenti di comunicazione ambientale. Tra i partecipanti della tavola rotonda Andrea Marino, Direttore Generale di Federolio, chiamato a rappresentare la prospettiva del settore oleario italiano. Nel suo intervento, Marino ha evidenziato come la trasparenza nella comunicazione dei modelli produttivi sostenibili non sia solo un obbligo normativo, ma una leva strategica per valorizzare il prodotto e rafforzare la fiducia del consumatore. Ha inoltre sottolineato che le certificazioni ambientali possono diventare uno strumento fondamentale per valorizzare il prodotto e creare un’importante segmentazione a scaffale. Il messaggio è chiaro: la sostenibilità non è solo un’etichetta, ma un percorso misurabile, verificabile e comunicabile in modo responsabile. Proprio per questo motivo, continua Marino, lo schema Made Green in Italy, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), è un’opportunità concreta per le imprese della filiera olivicolo-olearia in quanto rappresenta l’unico schema di certificazione che unisce sostenibilità ambientale e made in Italy, basato sul metodo PEF (Product Environmental Footprint) e pienamente in linea con la nuova normativa sul greenwashing. Federolio, in questo contesto, non è un semplice osservatore: nel 2023 ha sviluppato, proprio per lo schema Made Green in Italy, le Regole di Categoria di Prodotto (RCP) per l’olio extravergine di oliva italiano, anticipando un percorso che oggi si rivela decisivo per l’intero comparto. Un lavoro che ha permesso di definire parametri condivisi, misurabili e riconosciuti a livello europeo, offrendo alle imprese uno strumento concreto per comunicare la propria performance ambientale in modo credibile. La tavola rotonda ha visto la partecipazione di rappresentanti del MASE, dell’AGCM, di Accredia, dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, del mondo accademico e delle associazioni dei consumatori, e ha rappresentato un momento di confronto di alto livello, ma anche la conferma di un dato: la sostenibilità, quando è misurata e certificata, diventa un vantaggio competitivo. La partecipazione di Federolio alla tavola rotonda conferma il ruolo centrale della Federazione nel dialogo istituzionale e nella definizione delle politiche di settore. Il percorso avviato per la definizione delle RCP rappresenta oggi un riferimento per l’intero comparto, in un momento in cui la sostenibilità certificata diventa un requisito imprescindibile per competere sui mercati nazionali e internazionali. Federolio ribadisce il proprio impegno a collaborare con istituzioni, imprese e organismi di certificazione per promuovere un modello di sviluppo fondato su qualità, trasparenza e valorizzazione del Made in Italy.
Federolio al 2° User Meeting GC-IMS: innovazione e panel test per rafforzare i controlli sull’olio extravergine
Federolio al 2° User Meeting Italiano sulla GC‑IMS: “Tecnologia e panel test insieme per un sistema di controllo più forte e più credibile” BOLOGNA, 22 aprile 2026 – C’è un filo rosso che unisce ricercatori, imprese e istituzioni: la volontà di costruire un sistema di controllo dell’olio extravergine sempre più solido, trasparente e scientificamente fondato. È questo lo spirito che ha animato il “2° User Meeting Italiano sulla GC‑IMS”, organizzato a Bologna da Lab Service Analytica. La giornata ha offerto un viaggio dentro le nuove frontiere della Gas Chromatography-Ion Mobility Spectrometry, un linguaggio nuovo, fatto di composti volatili, pattern chimici e mappe tridimensionali, che sta cambiando il modo in cui si studiano qualità, caratteristiche e autenticità dei prodotti agroalimentari. La sezione dedicata al Progetto OLEUM SPEC ha visto intervenire Andrea Marino, Direttore Generale di Federolio, Vaimer Ballotta (Olitalia e Coordinatore del Gruppo Chimici Federolio) e Andrea Giomo (MLI‑Cloud). Il contributo di Marino ha portato nel dibattito la prospettiva del comparto del commercio oleario italiano, impegnato da anni in un importante percorso di sperimentazione insieme all’Università di Bologna e all’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF), confermando il ruolo della Federazione come ponte tra imprese private, ricerca e controllo pubblico. Marino ha ribadito con chiarezza un concetto centrale nel settore: la GC‑IMS non è un’alternativa al panel test, ma un alleato strategico. La tecnologia non sostituisce la sensibilità umana: la sostiene, la completa e ne rafforza l’autorevolezza poiché l’integrazione tra analisi sensoriale e strumenti tecnologici avanzati consente di ridurre la variabilità, aumentare la solidità probatoria e rafforzare la credibilità del sistema dei controlli ufficiali e dell’autocontrollo aziendale. Se l’intervento di Marino ha rappresentato la visione delle imprese private, quello della Prof.ssa Tullia Gallina Toschi, dell’Università di Bologna, ha offerto la prospettiva della ricerca scientifica. La docente, tra i massimi esperti internazionali di qualità dell’olio, ha presentato gli sviluppi del Progetto OLEUM, illustrando come le tecniche di screening basate sulla GC‑IMS possano dialogare con il panel test per migliorare la valutazione del profilo sensoriale degli oli di oliva vergini. La Prof.ssa Gallina Toschi ha mostrato come la tecnologia sia oggi in grado di identificare marker volatili associati a pregi e difetti, permettendo di creare non solo un metodo a supporto del lavoro dei panel, ma aprendo la strada a sistemi di controllo più rapidi, oggettivi e riproducibili. Il Workshop GC‑IMS 2026 ha mostrato un settore in movimento, identificando da un lato la necessità delle imprese di avere strumenti affidabili, dall’altro la capacità della ricerca di sviluppare tecnologie che rispondano a queste esigenze. Ed è proprio in questa sinergia che si colloca il futuro del settore: un panel test sempre centrale, un mondo scientifico capace di supportarlo con dati oggettivi e una filiera che investe in innovazione.
Federolio in audizione sulla sperimentazione delle sostanze volatili
Sperimentazione sulle sostanze volatili. Audizione di Federolio alla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti agroalimentari. ROMA, 18 febbraio 2026 – Questa mattina Andrea Marino, Direttore Generale di Federolio, è stato audito dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, presieduta dall’On. Jacopo Morrone. Un’audizione attesa, che ha riportato al centro del dibattito istituzionale uno dei temi più delicati per la filiera dell’olio d’oliva: l’evoluzione dei metodi di controllo della qualità e della conformità degli oli vergini ed extravergini. Marino era accompagnato da Vaimer Ballotta (Coordinatore del Gruppo Chimici Federolio), Andrea Giomo (MLI-Cloud) e Cesare Rossini (Lab Service Analytica), a testimonianza di un approccio tecnico-scientifico condiviso e strutturato. Nel corso dell’audizione, Marino ha ribadito con fermezza il ruolo imprescindibile del panel test, il metodo sensoriale riconosciuto a livello europeo per la classificazione degli oli vergini ed extravergini. Secondo il Direttore Generale, il panel test rappresenta da decenni un presidio fondamentale per garantire qualità, trasparenza e tutela del consumatore. È grazie a questo metodo, ha ricordato Marino, che “il livello qualitativo complessivo degli oli italiani è cresciuto in modo significativo negli anni”. Federolio propone quindi di sviluppare uno strumento a supporto del panel test, non certo per sostituirlo, ma per rafforzarne l’affidabilità attraverso l’affiancamento di un metodo basato sull’identificazione delle sostanze volatili responsabili dei pregi e dei difetti dell’olio. Uno strumento che consente di ridurre i margini di soggettività, aumentare la solidità probatoria dei controlli, rendere più omogenee e ripetibili le valutazioni e rafforzare sia il controllo pubblico che l’autocontrollo aziendale, coniugando tradizione e innovazione, competenze sensoriali e strumenti scientifici avanzati. Proprio a tale scopo, Federolio da ormai tre anni ha avviato una sperimentazione con l’Università di Bologna e l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero dell’Agricoltura. Un progetto che mira a sviluppare metodologie strumentali innovative, affidabili e ripetibili, capaci di supportare l’attività dei panel ufficiali e di consolidare un sistema di controllo più robusto e trasparente. Un percorso che, nelle parole del Direttore Generale, punta a rafforzare la certezza delle regole, la tutela del valore dell’olio extravergine italiano, la credibilità della filiera e quindi la fiducia dei consumatori. L’audizione ha confermato la volontà di Federolio di contribuire attivamente al miglioramento del sistema dei controlli, in un momento in cui la qualità dell’olio d’oliva e la lotta agli illeciti agroalimentari rappresentano priorità strategiche per l’intero comparto. La filiera olivicolo-olearia italiana, ha ricordato Marino, ha bisogno di regole chiare, strumenti scientifici avanzati e un dialogo costante con le istituzioni per garantire competitività, trasparenza e tutela del consumatore. Rivedi l’audizione: https://webtv.camera.it/evento/30415
Federolio, Ministero dell’Ambiente e Scuola Sant’Anna insieme per il Made Green in Italy
Federolio, Ministero dell’ambiente e Scuola Superiore Sant’Anna: lo Schema Made Green in Italy al centro delle nuove politiche contro il greenwashing ROMA, 5 dicembre 2025 – Nel mondo dell’olio extravergine di oliva, la parola “sostenibilità” non è più solo un’etichetta da apporre, ma un impegno da dimostrare. E proprio su questo terreno – quello della misurazione, della trasparenza e della credibilità – si è mosso il workshop online “Il ruolo dello Schema Made Green in Italy nell’ambito dei recenti sviluppi normativi europei: focus sul contrasto al greenwashing”, organizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e da Federolio. L’incontro, che ha visto la partecipazione di molte imprese del settore dell’olio extravergine di oliva, ha approfondito le opportunità offerte dallo Schema nazionale Made Green in Italy (MGI), strumento volontario basato sulla metodologia europea PEF (Product Environmental Footprint), che consente di misurare e comunicare in modo scientificamente fondato la performance ambientale dei prodotti italiani. Ad aprire i lavori è stato Andrea Marino, Direttore Generale di Federolio, che ha evidenziato il ruolo centrale dello Schema MGI nel nuovo quadro normativo europeo contro il greenwashing. “Le imprese devono poter contare su strumenti chiari, verificabili e riconosciuti. Lo Schema MGI rappresenta oggi una risposta concreta alle nuove esigenze di trasparenza e responsabilità ambientale” ha dichiarato Marino, che ha poi ricordato il contributo della Federazione allo sviluppo delle Regole di Categoria di Prodotto (RCP) per l’olio extravergine di oliva italiano, elaborate con il supporto tecnico di Ambiente Italia. Il workshop ha proposto un programma strutturato in quattro interventi, a cominciare da quello del Prof. Francesco Testa, professore ordinario presso la Scuola Superiore Sant’Anna, che è intervenuto in sostituzione del Prof. Fabio Iraldo, il quale ha illustrato il quadro normativo europeo e le nuove sfide per le imprese. È stato poi il turno del Dott. Matteo Malorgio (MASE – AT Sogesid), che si è concentrato sulla struttura e sul funzionamento dello Schema Made Green in Italy, e del Dott. Roberto Cariani (Ambiente Italia), al quale è stato chiesto di approfondire gli aspetti delle RCP dell’olio extravergine, andando anche ad analizzare alcuni casi pratici. L’incontro è proseguito con un ulteriore intervento del Prof. Testa per spiegare i nuovi obblighi per la comunicazione ambientale e il ruolo dello Schema MGI e si è concluso con le domande dei partecipanti. Il dibattito ha mostrato un settore consapevole che la sostenibilità non è più un elemento accessorio, ma un pilastro della competitività, e il workshop ha fornito alle imprese strumenti operativi per gestire efficacemente le nuove disposizioni europee e per utilizzare il MGI come leva di trasparenza e competitività. Il risultato finale è un messaggio chiaro: la sostenibilità dell’olio extravergine italiano deve essere misurata, dimostrata e comunicata con rigore e lo Schema Made Green in Italy è la strada per farlo.
Fira de l’Oli 2025: Federolio porta il contributo italiano al dibattito globale
La Fira de l’Oli i la Mediterrània 2025. Federolio porta la prospettiva italiana nel dibattito internazionale 15 Novembre 2025 – La Fira de l’Oli i la Mediterrània 2025, uno degli appuntamenti più attesi nel panorama oleicolo spagnolo, ha riunito produttori, istituzioni, ricercatori e rappresentanti del commercio oleario per discutere le nuove sfide e le opportunità del settore. Il programma ufficiale ha confermato la vocazione della Fira come luogo di confronto tra tradizione mediterranea e innovazione, con un’attenzione crescente ai temi della sostenibilità, della competitività e della valorizzazione territoriale. In questo contesto, all’interno della tavola rotonda dal titolo “Prospettive presenti e future dell’olio di oliva”, ha avuto particolare rilievo la partecipazione di Andrea Marino, Direttore Generale di Federolio, invitato come voce del commercio oleario italiano. Il dibattito ha evidenziato come il Mediterraneo resti il cuore pulsante della cultura dell’olio, ma debba oggi confrontarsi con un mercato sempre più globale, dinamico e competitivo. Nel suo intervento, Andrea Marino ha portato la prospettiva del commercio oleario italiano, sottolineando che la qualità non è un concetto astratto, ma un impegno quotidiano che coinvolge tutta la filiera: dalla produzione alla trasformazione, dal confezionamento alla distribuzione. Ha ricordato come l’Italia, insieme alla Spagna e alla Grecia, debba continuare a investire in standard qualitativi elevati per mantenere la propria leadership internazionale, soprattutto alla luce degli importanti aumenti produttivi degli ultimi anni che hanno caratterizzato la zona del Nord Africa, Tunisia in particolare. Il Direttore Generale ha evidenziato inoltre come un mercato sempre più complesso, ampio e articolato richieda oggi più che mai informazioni chiare, verificabili e coerenti. Dalla tracciabilità alla comunicazione ambientale, Marino ha sottolineato l’importanza di strumenti che garantiscano trasparenza e affidabilità, elementi sempre più determinanti nelle scelte d’acquisto.
Innovazione nella filiera olearia: Federolio lancia il corso sull’AI generativa
Federolio porta l’AI generativa nel settore oleario: nasce il primo corso dedicato alle imprese della filiera olearia 1° Ottobre 2025 – Nel mondo dell’olio di oliva l’innovazione non passa più soltanto dai frantoi, dai laboratori di analisi o dai nuovi modelli di tracciabilità. Oggi, una parte decisiva del futuro del settore si gioca anche su un terreno diverso: quello dell’intelligenza artificiale generativa, una tecnologia che sta trasformando il modo in cui le imprese comunicano, analizzano dati, progettano strategie e gestiscono processi. È in questo scenario che Federolio ha scelto di compiere un passo in avanti, inaugurando la prima edizione del corso “Intelligenza artificiale generativa: le basi e l’impiego in ambito aziendale”, realizzato in collaborazione con il C.U.I. (Centro Universitario Internazionale) e tenuto dal Prof. Giuseppe Sartori e dal Prof. Demetrio Macheda. Un’iniziativa che segna un punto di svolta: per la prima volta, un’associazione di categoria del settore oleario propone un percorso strutturato per accompagnare le imprese nell’uso consapevole e professionale dell’AI. La riflessione da cui nasce il corso è semplice, ma cruciale: l’intelligenza artificiale è una delle innovazioni più radicali del nostro tempo, e nessun settore può permettersi di restarne ai margini. Eppure, come sottolinea Federolio, la tecnologia non è neutra: può amplificare l’efficienza, può migliorare la qualità del lavoro, può aprire nuove opportunità competitive, ma solo se utilizzata con competenza, metodo e consapevolezza. In assenza di queste condizioni, l’AI può generare errori, distorsioni informative, rischi reputazionali e perfino danni operativi. Da qui l’esigenza di un percorso formativo serio e pensato su misura per le imprese della filiera. Un corso per trasformare l’AI in uno strumento di lavoro reale e per rispondere alle esigenze concrete delle imprese associate. I quattro moduli affrontano: le basi dell’intelligenza artificiale generativa gli strumenti e logiche operative: come formulare domande all’AI, le migliori piattaforme disponibili, esercitazioni pratiche AI nel business e come integrare l’AI nei processi aziendali la normativa di riferimento, inclusa l’evoluzione dell’AI Act In un momento storico in cui l’AI sta ridefinendo modelli di business e processi produttivi, Federolio sceglie di non restare spettatrice, ma di guidare il cambiamento. L’avvio del corso in AI generativa non è solo un’iniziativa formativa: è un segnale che dice che il settore oleario italiano è pronto a confrontarsi con le sfide del presente e del futuro, senza timori e senza improvvisazioni. Un passo avanti che conferma, ancora una volta, il ruolo di Federolio come punto di riferimento per una filiera che vuole crescere, evolvere e restare protagonista.
Gennaro Forcella, una vita dedicata all’olio di oliva
Condividiamo con piacere l’articolo pubblicato da Olio Officina e firmato da Luigi Caricato, dedicato alla figura di Gennaro Forcella, storico protagonista del settore oleario italiano e della vita associativa di Federolio. Un ricordo che ripercorre il suo impegno professionale e istituzionale, offrendo una preziosa testimonianza del contributo fornito allo sviluppo della filiera olivicola e olearia italiana. Leggi l’articolo completo pubblicato su Olio Officina.
Jaén, Andrea Marino (Federolio) porta la prospettiva italiana nel dialogo internazionale sull’olivicoltura
Il Dialogo Internazionale sull’Olivicoltura di Jaén: il settore si confronta sulle sfide del mercato. L’intervento di Andrea Marino (Federolio) porta la voce dell’Italia 11 Settembre 2025 – Il Diálogo Internacional sobre Olivicultura, organizzato da Ferias Jaén (IFEJA), si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti per comprendere l’evoluzione del mercato mondiale dell’olio di oliva. L’edizione più recente ha riunito esperti, istituzioni e rappresentanti dei principali Paesi produttori e consumatori, creando un confronto ad ampio raggio su competitività, prezzi, qualità e prospettive del settore. L’evento ha coinvolto professionisti provenienti da oltre 25 Paesi, rappresentando circa il 96% della produzione mondiale e l’83% della domanda globale. In questo contesto internazionale, l’intervento di Andrea Marino, Direttore Generale di Federolio, ha illustrato la prospettiva del commercio oleario italiano in un momento di forte trasformazione del mercato. Il Dialogo Internazionale ha affrontato temi centrali per il futuro del settore, tra cui la redditività dell’olivicoltura e l’andamento dei prezzi in origine, la volatilità produttiva legata al clima, la crescente domanda nei mercati emergenti e la necessità di rafforzare la qualità come leva competitiva. La discussione ha evidenziato che il consumo mondiale di olio di oliva sta crescendo più rapidamente del previsto, mentre la produzione – complice l’instabilità climatica – tende a rimanere sotto le potenzialità del settore. Questo squilibrio sta sostenendo i prezzi, che risultano in recupero sia in origine sia nei mercati internazionali. L’incontro ha inoltre confermato che il settore oleicolo sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Le superfici coltivate continuano ad aumentare a livello globale, spinte dai prezzi favorevoli e dalla crescente domanda, mentre i mercati emergenti – dagli Stati Uniti al Giappone, dal Brasile al Canada – stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella catena del valore. In questo scenario Federolio conferma il proprio ruolo di interlocutore strategico, in un quadro che vede l’Italia impegnata sui vari tavoli internazionali per difendere la qualità, promuovere la trasparenza e sostenere la competitività delle proprie imprese. Rivedi tutto l’incontro: https://www.youtube.com/watch?v=vsxjnBn-BBk
Federolio al SISTAL 2025: la ricerca sulla HS-GC-IMS a supporto del panel test
Evento SISTAL – BOLOGNA 2025 BOLOGNA, 9 giugno 2025 – Nell’ambito di una ricca ed interessante edizione dell’evento SISTAL Società Italiana Scienze e Tecnologie Alimentari 2025 organizzato dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, il Dott. Enrico Casadei ha presentato uno studio sull’applicazione della tecnica HS-GC-IMS come metodo di screening a supporto della valutazione sensoriale degli oli vergini di oliva. Si tratta di un progetto elaborato, finanziato e seguito in ogni fase da Federolio, sotto la direzione scientifica e il coordinamento della Prof.ssa Tullia Gallina Toschi e del suo team dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e con la partecipazione di ICQRF. L’obiettivo è quello di affiancare al panel test un metodo strumentale per l’accertamento del tenore delle sostanze volatili responsabili dei difetti e dei pregi negli oli di oliva vergini. In questo modo si consentirebbe sia alle imprese della filiera olivicolo-olearia, sia agli organi di controllo di operare in un contesto di maggiore certezza analitica e ai consumatori di essere maggiormente tutelati.










