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Greenwashing e Made Green in Italy

Greenwashing e Made Green in Italy: nuove regole e fiducia del consumatore. La voce di Federolio

 

FIRENZE, 19 maggio 2026 – Al Grand Hotel Baglioni si è svolto il convegno “Greenwashing e fiducia del consumatore: il ruolo delle certificazioni”, un appuntamento che ha riunito istituzioni, accademici e rappresentanti delle filiere per discutere l’impatto del nuovo D. Lgs. 20 febbraio 2026 n. 30 e le prospettive aperte dallo schema Made Green in Italy.

L’obiettivo principale dell’incontro è stato quello di approfondire il ruolo delle certificazioni ambientali come strumento di contrasto al greenwashing, soprattutto alla luce del nuovo quadro normativo e di individuare e promuovere strumenti credibili e trasparenti di comunicazione ambientale.

 

Tra i partecipanti della tavola rotonda Andrea Marino, Direttore Generale di Federolio, chiamato a rappresentare la prospettiva del settore oleario italiano.

Nel suo intervento, Marino ha evidenziato come la trasparenza nella comunicazione dei modelli produttivi sostenibili non sia solo un obbligo normativo, ma una leva strategica per valorizzare il prodotto e rafforzare la fiducia del consumatore. Ha inoltre sottolineato che le certificazioni ambientali possono diventare uno strumento fondamentale per valorizzare il prodotto e creare un’importante segmentazione a scaffale. Il messaggio è chiaro: la sostenibilità non è solo un’etichetta, ma un percorso misurabile, verificabile e comunicabile in modo responsabile.

Proprio per questo motivo, continua Marino, lo schema Made Green in Italy, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), è un’opportunità concreta per le imprese della filiera olivicolo-olearia in quanto rappresenta l’unico schema di certificazione che unisce sostenibilità ambientale e made in Italy, basato sul metodo PEF (Product Environmental Footprint) e pienamente in linea con la nuova normativa sul greenwashing.

Federolio, in questo contesto, non è un semplice osservatore: nel 2023 ha sviluppato, proprio per lo schema Made Green in Italy, le Regole di Categoria di Prodotto (RCP) per l’olio extravergine di oliva italiano, anticipando un percorso che oggi si rivela decisivo per l’intero comparto. Un lavoro che ha permesso di definire parametri condivisi, misurabili e riconosciuti a livello europeo, offrendo alle imprese uno strumento concreto per comunicare la propria performance ambientale in modo credibile.

 

La tavola rotonda ha visto la partecipazione di rappresentanti del MASE, dell’AGCM, di Accredia, dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, del mondo accademico e delle associazioni dei consumatori, e ha rappresentato un momento di confronto di alto livello, ma anche la conferma di un dato: la sostenibilità, quando è misurata e certificata, diventa un vantaggio competitivo.

La partecipazione di Federolio alla tavola rotonda conferma il ruolo centrale della Federazione nel dialogo istituzionale e nella definizione delle politiche di settore. Il percorso avviato per la definizione delle RCP rappresenta oggi un riferimento per l’intero comparto, in un momento in cui la sostenibilità certificata diventa un requisito imprescindibile per competere sui mercati nazionali e internazionali.

Federolio ribadisce il proprio impegno a collaborare con istituzioni, imprese e organismi di certificazione per promuovere un modello di sviluppo fondato su qualità, trasparenza e valorizzazione del Made in Italy.

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