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Federolio, Ministero dell’Ambiente e Scuola Sant’Anna insieme per il Made Green in Italy

Federolio, Ministero dell’ambiente e Scuola Superiore Sant’Anna: lo Schema Made Green in Italy al centro delle nuove politiche contro il greenwashing

 

ROMA, 5 dicembre 2025 – Nel mondo dell’olio extravergine di oliva, la parola “sostenibilità” non è più solo un’etichetta da apporre, ma un impegno da dimostrare. E proprio su questo terreno – quello della misurazione, della trasparenza e della credibilità – si è mosso il workshop online “Il ruolo dello Schema Made Green in Italy nell’ambito dei recenti sviluppi normativi europei: focus sul contrasto al greenwashing”, organizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e da Federolio.

 

L’incontro, che ha visto la partecipazione di molte imprese del settore dell’olio extravergine di oliva, ha approfondito le opportunità offerte dallo Schema nazionale Made Green in Italy (MGI), strumento volontario basato sulla metodologia europea PEF (Product Environmental Footprint), che consente di misurare e comunicare in modo scientificamente fondato la performance ambientale dei prodotti italiani.

 

Ad aprire i lavori è stato Andrea Marino, Direttore Generale di Federolio, che ha evidenziato il ruolo centrale dello Schema MGI nel nuovo quadro normativo europeo contro il greenwashing. “Le imprese devono poter contare su strumenti chiari, verificabili e riconosciuti. Lo Schema MGI rappresenta oggi una risposta concreta alle nuove esigenze di trasparenza e responsabilità ambientale” ha dichiarato Marino, che ha poi ricordato il contributo della Federazione allo sviluppo delle Regole di Categoria di Prodotto (RCP) per l’olio extravergine di oliva italiano, elaborate con il supporto tecnico di Ambiente Italia.

 

Il workshop ha proposto un programma strutturato in quattro interventi, a cominciare da quello del Prof. Francesco Testa, professore ordinario presso la Scuola Superiore Sant’Anna, che è intervenuto in sostituzione del Prof. Fabio Iraldo, il quale ha illustrato il quadro normativo europeo e le nuove sfide per le imprese. È stato poi il turno del Dott. Matteo Malorgio (MASE – AT Sogesid), che si è concentrato sulla struttura e sul funzionamento dello Schema Made Green in Italy, e del Dott. Roberto Cariani (Ambiente Italia), al quale è stato chiesto di approfondire gli aspetti delle RCP dell’olio extravergine, andando anche ad analizzare alcuni casi pratici. L’incontro è proseguito con un ulteriore intervento del Prof. Testa per spiegare i nuovi obblighi per la comunicazione ambientale e il ruolo dello Schema MGI e si è concluso con le domande dei partecipanti.

 

Il dibattito ha mostrato un settore consapevole che la sostenibilità non è più un elemento accessorio, ma un pilastro della competitività, e il workshop ha fornito alle imprese strumenti operativi per gestire efficacemente le nuove disposizioni europee e per utilizzare il MGI come leva di trasparenza e competitività. Il risultato finale è un messaggio chiaro: la sostenibilità dell’olio extravergine italiano deve essere misurata, dimostrata e comunicata con rigore e lo Schema Made Green in Italy è la strada per farlo.

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